GIACOMO LEOPARDI
Viene considerato il più grande Poeta e Filosofo dell’800 italiano, una del le più importan ti figure della letter atura mondiale e del Romant icismo letterario. 1798 Giacomo nacque a Recanati il 29 giugno del 1798. Il padre Monaldo discendeva da una delle più nobili famiglie marchigiane, e la madre Adelaide, donna religiosissima e severa era figlia dei Marchesi An tici. 1809–1814 Giacomo si rivelò subito u n bambino prodigio: ad undici anni scrisse i l suo primo Sone tt o “La morte di E tt ore”, a quindici anni la “Storia dell’Astronomia” e l’orazione “Agl’Italiani i n occasione della liberazione del Piceno”. Apprese da solo i l francese, l’inglese, l o spagnolo, il greco e l’ebraico. Tradusse i tes ti classici e si interessò alla Filologia. All’età d i qua tt ordici anni conosceva mol ti dei libri appartenen ti alla biblioteca pater na (circ a 12.0 00) . 1815–1816 - Scrisse “Il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi” e tradusse opere dal latino e dal greco. Iniziarono i primi problemi di salute. 1 8 1 7 Nacque l’amicizia con lo scri tt ore piacen ti no Pietro Giordani; si innamorò della cugina d i Pesaro, Gertrude Cassi Lazzari ospite per u n periodo a Recana ti . Scrisse l a lirica “Il primo amore” e i l “Diario del primo amore”. Iniziò l’elaborazione dello “Zibaldone” (una sorta di diario, alla quale Giacomo a ffi dò quasi quo ti d ianamente, dal 1817 al 1832, tu tt a una serie di appu n ti , not e, tra tt a zio ni su vari argomen ti ). 1 8 1 8 Con l’amico Giordani, per l a prima volta Giacomo si allontanò d a Recana ti per recarsi a Macerata. La sua passione patrio tti ca si iden tifi cava con i primi mo ti carbonari locali. Compose l e canzoni: “All’Italia”, “Sopra il Monumento di Dante”, “Il discorso d i u n italiano sopra la poesia roman ti ca”. Nel mese d i se tt embre morì l a giovane Teresa Fa tt orini, la Silvia della sua poesia. Iniziò la composizione dell’Idillio “L’In fi nito”. 1 8 1 9 Terminò l a poesia “L’In fi nito”, scrisse l’idillio “Alla Luna” e abbozzò il “Passero Solita rio ”; tentò l a fuga da Recana ti e venne scoperto dal padre. F u costre tt o ad abbandonare gli studi per mol ti mesi a causa di gravi disturbi alla vista. Iniziarono l e sue ri fl essioni fi loso fi che. 1820 Scrisse la canzone “Ad Angelo Mai”, compose la poesia “La sera de l di festa” e l’i di ll io “Il sogno”. Iniziò ad elaborare la scrittura delle “Opere tt e Morali”. 1822 Elaborò la canzone “Alla primavera o delle favole antiche”, “L’ultimo canto di Saffo”, “l’Inno ai Patriarchi”. Si trasferì a Roma nel mese di novembre e vi restò per alcuni mesi. 1 8 2 3 Cercò lavoro ma senza risultato e nel mese di maggio tornò a Recana ti . Nel mese di se tt embre scrisse il canto “Alla sua donna” ed il tra tt ato di fi loso fi a poli ti ca “Discorso sopra l o stato presente dei costumi degl’italiani” .
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